Le farfalle che avevo nello stomaco anni fa e che in qualche modo erano poi arrivate a sfiorarmi i polmoni, si sono trasformate.
Sono bolle di sapone, ora.
Bolle fragili, incerte, timide, che a contatto con le costole esplodono in silenzio.
Ho paura di scoprire che il mio equilibrio, la mia serenità e i miei sentimenti siano delicati come quelle bolle di sapone e che è solo questione di tempo prima che di me non restino che goccioline colorate sul palmo di una mano.


posted 3 days ago with 1 note
reblog
Rompere la fiducia è come rompere uno specchio: puoi rincollare i pezzi; l’immagine riflessa non sarà mai più la stessa.

posted 1 week ago with 1 note
reblog

Sentirlo sbuffare per la sveglia insistente, brontolare alle mie spalle e voltarsi dall’altro lato tirando con sé le coperte e poi anche me, stamani, mi ha ricordato i motivi per cui ho impostato su “off” il cervello e “on” il cuore di nuovo, pur sapendo che era una pessima idea: chè quando siamo insieme vorrei che non fosse mai giorno, che fosse sempre tempo di coccole, di baci, di trovare la sua mano nel sonno, di svegliarmi per vedere che c’è e avvicinarmi se per sbaglio siamo finiti troppo lontani.
Forse sta proprio qui la mia fregatura: sapere benissimo quanto lui sia un casino, ma rendermi conto di quanto sia incasinata anche io senza di lui.
Almeno così siamo in due. E resistiamo. Resistiamo bene.


posted 1 week ago with 4 notes
reblog
Ho cicatrici orrende addosso, i cui segni non spariranno mai.
Ho tagli freschi che continuano ad infettarsi e non si rimarginano a dovere.
Lui, forse, è messo anche peggio.
Ma non so se siamo l’uno il disinfettante dell’altro o la lama del coltello.

posted 2 weeks ago with 1 note
reblog

Vivo molto la giornata ultimamente.
Apro gli occhi al mattino, chiedendomi con curiosità cosa farò, come impiegheró questo tempo stranamente vuoto. Vorrei riempirlo in mille modi, fare tantissime cose, poi invece mi lascio trasportare dal vento come una foglia in questo autunno che sembra già in procinto di bussare alla porta.
Mi piacciono le sorprese, mi piace sentire a pelle la voglia di vivere -viverlo-, di cimentarmi in nuove avventure.
Sono stata un anno e mezzo nel cuore di un tornado a domandarmi quando avrei trovato un po’ di pace.
Ora che finalmente la stringo fra le mani non voglio farla fuggire. Voglio trasformarla in energia e darci dentro.
Il freddo è passato. Sento di nuovo un timido calore e non ho paura di bruciarmi stavolta.


posted 2 weeks ago with
reblog

Gli abbracci e le risate di oggi mi hanno fatto sentire di essere davvero tornata a casa. Al mio posto.
Quello a cui appartengo, da cui non posso essere strappata via.
Ci sono mani che mi trattengono, che mi cullano, che mi accompagnano negli anni.
Casa non è Roma. O almeno, non solo.
Casa è la famiglia, specialmente tua nonna che promette di preparare un pasto leggero e poi si presenta con spaghetti alle vongole e impepata di cozze per un reggimento; casa sono gli amici, le persone che ti chiedono del tuo viaggio ma poi ti dicono che hanno sentito la tua mancanza e ti aggiornano su quanto successo nel frattempo; casa è chi ami, colui che passano gli anni, le cotte, le ferite, sa ancora farti battere il cuore come una quindicenne e baciarti come solo una donna merita.
Sono belli i viaggi. Ancor di più lo sono i ritorni.


posted 2 weeks ago with 1 note
reblog
Ho una mano che penzola fuori dal letto mentre leggo; mio fratello, con la sua musica nelle orecchie sparata a tutto volume nel letto accanto, me la stringe piano.
È come se dicesse “Tu hai il tuo mondo, ma ne faccio parte. E per me è lo stesso”.

posted 2 weeks ago with
reblog

Perchè io e lui ci calciavamo duramente via per poter leccare le ferite in solitudine, ma poi anche strisciando tornavamo indietro.
Tornavamo sempre.
La strada era la stessa da una vita e alla fine avevamo imparato a orientarci anche senza bussola, carta geografica, stelle o punti cardinali, e a non perderci ai bivi sbagliati privi di indicazione.


posted 2 weeks ago with
reblog

Parigi ha la chiave del cuor.

Sono nel letto dell’hotel di Parigi per l’ultima notte prima del rientro a Roma.
Ho caldo, le guance sono rosse e bollenti, i piedi fuori dalla trapunta e non respiro bene.
Ho la febbre, il raffreddore, il ciclo, gambe e schiena a pezzi per le lunghe camminate di questa settimana.
Il cuore non è in condizioni migliori.
Ad ogni modo, i miei pensieri slegati e sconnessi sono rivolti al cielo di questa città magica. Fa innamorare davvero, Parigi.
Ed io che non ci credevo.
Le sue strade, le persone dalle culture più svariate, quelle del posto con la loro R strascicata e rauca, l’arte in ogni angolo, il buio che di notte s’illumina…
Avrei voluto godermi tutto questo più a lungo e con più sentimento.
Tornerò.
Ma domani è a Roma che torno.
Torno dai miei problemi che saranno lì in aeroporto ad aspettarmi a braccia aperte come un bagaglio dimenticato al check in.
Torno dai miei amici, dalle persone che amo e anche da quelle che mi feriscono. Torno da coloro a cui ho concesso una seconda possibilità che hanno saputo sfruttare al meglio e da chi invece l’ha accartocciata e buttata in tasca, dimenticandosene.
Torno al mio smog, al mio caos, alle mie metro malfunzionanti, ai miei bus sempre in ritardo e ai vicoli non proprio profumati; torno al mio letto, al mio soffitto bianco e alle foto sui muri.
Torno con la consapevolezza di dover raccogliere ancora una volta i cocci di me stessa e di quella fiducia che continuo a distribuire e che torna indietro in polvere sempre più fine.
Sono stanca di rincollarmi.
Sono stanca di credere, di fornire alibi, scusanti e perdonare solo perché sono buona, solo perché è ciò che ci si aspetta da una come me che vive di cuore.
Ho bisogno di mettere in pausa le mie emozioni e riflettere. Il cervello è un consigliere più saggio e non fa fare cazzate che poi ti lasciano a mollo in una vasca minuscola piena d’acqua bollente in un paese straniero a vedere le tue lacrime che bucano la schiuma del sapone che ti galleggia intorno.
Sono stanca. Così stanca che forse dormirò.
O forse no. E domani sarà peggio.


posted 3 weeks ago with 2 notes
reblog
Talmente fragili da sembrare indistruttibili.
— Francesca Berardi.  (via sorrisidisperati)

(via volevosoloavertiaccant0)

1 of 44 »
theme by heloísa teixeira